05 gennaio 2011

Focolare ritrovato



Un ligneo carretto, traversava viottoli curvi 
su ciottoli postati come breccia in terra, 
andante viaggiava senza urti. 

Sotto il berretto reclino, l’uomo come in guerra 
tornava nella propria baia, con spalle forti 
provate in giorni di freddo. 

Lacrime segnarono ricordi, percorse muto 
come bastonato, la solitaria strada 
allora, più vicino che in passato. 

Un pallore, in viso già affaticato 
e rughe scavate rafforzarono, lo sguardo 
del temerario valoroso soldato. 

Calli e non mani, bronzo e non viso 
plasmarono il giovincello 
ormai adulto dopo anni. 

Scorse casa, ancora pochi passi, 
e le balestre del calesse, avrebbero 
rilasciato il peso. 

Il cane scodinzolante, la donna sull’uscio 
tese un abbraccio, a lui 
con una mano, porgendo nell’altra l’ultimo gomitolo. 


04 gennaio 2011

Oltremodo

Canto l’estate degli amanti 
stagione matura 
di spighe e alberi in frutto. 
I visi in ombra 
insinuano tra le fronde 
tenere parole, 
sussurrano l’incontro melodioso 
di Bacco e Arianna
oltre la siepe. 
Cinguettii e sussulti 
firmano l’accoglienza materna 
dei grandi faggi sovrastanti 
e soli, in assoluto silenzio 
consolidano la conoscenza 
oltremodo.



03 gennaio 2011

Bocciolo puro

La incontro lungo il mio cammino. È lei. 
La donna irrompe i miei equilibri logici 
disordinando mente e cuore 
di fronte un’insolita strana forza. 
Mi sottopongo con delicatezza 
osservando i suoi teneri e affettuosi gesti. 
Un unico, irripetibile, indimenticabile attimo di silenzio. 
Volge il suo sguardo a me, 
risolvendo le congetture irrisolte di schemi appresi. 
Carezza delicatamente il mio volto 
poi una profusione di baci. 
E la rosa delicatamente apre il suo bocciolo, 
donando amore puro.

01 gennaio 2011

Etereo abbraccio

Un disio irrinunciabile 
traboccò da labbra rosee 
che delicatamente accennarono 
note di fascino e incanto. 

Un piano suonava 
e un violino accompagnava 
una musica lambiva il cuore 
e una voce lo rischiarava. 

Il germe d’amore 
espugnò la continenza del volto 
e i fragili argini irruppero 
l’eleganza dello stile. 

Silenzio e commozione 
tenerezza e fulgore 
portarono lo sguardo 
nel fuoco d’onore. 

Lì mi rapii 
io in Te, 
Tu in me, 
in un abbraccio profumato.