Là,
dove il mare la sera disperde,
nell’ondeggiare cupo di una notte informe,
incontrai me stesso.
In quel punto di infinito,
calpestai le orme dei miei stessi passi,
e ritrovai la via,
che maestra mi condusse a te.
Attendesti del tempo,
‘chè le mie caducità mutassero
oltre la gravità di quel frammento.
Duellammo di ragione e intenti,
poi inerme,
capitolai,
e mi avesti totalmente.
