12 marzo 2010

Sincerità

O tenera donzella
che udienza chiedesti a questo cuor,
non per vile intesa o qual sporco inganno
l’anima mia fu presa in affanno,
forse il tempo e il modo
freddarono il tenero bocciolo.
Fanciulletta lontana baciata dal vento
credi è tormento il pensiero d’amor
storie diverse di un passato presente
e di un futuro ancora assente
ci attanagliano fin qui.
Sarà mai vero amor il nostro,
di ali aperte al caldo del sol?
Di cera Icaro le testò
non ressero molto al duro calor.
Non mi voglia livor per queste fragili note
che d’amore ferito piangono ancor
amico intimo, amico del cuore
questo si può essere il mio amore
amore che sempre rimarrà costante
abbracciando il cuor di questa fragile amante.