25 dicembre 2010

O luna

O germana luna 
di nobili virtù attorniata 
incanto dei pensanti 
luce degli amanti 

tenerezza di fanciulla 
fresca rosa della sera 
vegli su noi poveri 
luce fioca tra le stelle. 

Dei viandanti la speranza 
dei nottambuli il richiamo 
candore dei bambini 
felice volto dei morenti. 

Mostri facce di saggezza 
senza lacrime sorridi 
solo caldi ed improvvisi 
abbracci doni ai nostri cuor. 

Giostra di un momento


Incontro improvviso
rende onore al tempo
innalzato a divin attimo.

Bacio appassionato
al caldo sole d’estate.

Strepitose labbra
avvicinano, entusiasmano, gelano.
Ci basta.

Vorticoso giro
tra capelli crespi e occhi dolcissimi.

Si scende dalla giostra,
la vita continua
io e te più di prima, 
insieme. 

17 settembre 2010

Pazzi fastidiosi



Afasia e abasia, nebbie di uno stesso male.
Un abbrivo nuovo si necessita per l’abasia e l’afasia.
Il presente non il passato cura.
Ipocondrie manifeste, oggettività nefaste.
Grigio nel suo pallore anche l’astro solare,
oscurato da una coscienza inconsistente
affossata dallo stesso morbo.
Spettri tentacolari le fragili figure.
Muovono intaccando psiche e sensibilità,
di teneri e delicati volti che incuranti
vivono lasciandole vivere,   
disconoscendo purtroppo la bruta realtà. 

16 settembre 2010

Presa ormai lontana

Camaleontico senso di vuoto
cresce e continuamente decresce
smussando angoli di nostalgia.

Voluttà passate si riaccendono, 
immagini lontane ricolorano, 
lumi di fulgidi batticuori. 

O funeste memorie, 
soffocar 'si fragile e disarmato omo!
Fuggo via. 

E puntualmente mi ritrovo in te, 
tra ricordi confusi e morbidi abbracci
stringenti ancora, mente e cuor. 

17 giugno 2010

Ultimo raggio

Agonia di un sole morente
che all’imbrunare scintillante fu.
Come un albero di radici ormai depresse
finite in vasi di creta.
Triste la gente per il malessere
scruta pensante il dolce latente
raggio di sole fortissima stella.
Sorgerà ancora la luce della vita?
Scoiattoli in cerca, lucertole in vista
del calore tenue l’ultima provvista
per l’inverno,
di ghiaccio.




12 marzo 2010

Sincerità

O tenera donzella
che udienza chiedesti a questo cuor,
non per vile intesa o qual sporco inganno
l’anima mia fu presa in affanno,
forse il tempo e il modo
freddarono il tenero bocciolo.
Fanciulletta lontana baciata dal vento
credi è tormento il pensiero d’amor
storie diverse di un passato presente
e di un futuro ancora assente
ci attanagliano fin qui.
Sarà mai vero amor il nostro,
di ali aperte al caldo del sol?
Di cera Icaro le testò
non ressero molto al duro calor.
Non mi voglia livor per queste fragili note
che d’amore ferito piangono ancor
amico intimo, amico del cuore
questo si può essere il mio amore
amore che sempre rimarrà costante
abbracciando il cuor di questa fragile amante.